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LA NOSTRA STORIA

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INTRODUZIONE STORICA DI NAGO E CASTEL PENEDE

Castel Penede sul Lago di Garda - Lastra collodio umido - 1884 - Giovanni Battista Unterveger - (tratto da 'Poster TRENTINO)La prima documentazione storica su Nago risale al 1171: nei primi anni dopo il 1000, finito il periodo delle invasioni, nelle città come nelle campagne il popolo si costituì in «comunità», per la tutela dei propri interessi e per il governo dei beni comuni, definendo il territorio da considerare di esclusiva proprietà e da tutelare con gelosa vigilanza.
Nago trova la sua posizione geografica nell'avvallamento che, secondo gli studiosi, si è prodotto dal ramo del ghiacciaio della Valle dell'Adige fra il Baldo e lo Stivo, a nord del lago di Garda (Benaco). È stato per molti anni punto strategico di controllo dell'accesso alla Valle del Basso Sarca. Particolarmente interessanti, sotto l'aspetto morfologico, sono le «Marmitte dei Giganti», che si trovano immediatamente a sud dell'abitato.
Le rovine del castello si trovano in un luogo inizialmente sfruttato dai galli, poi dai romani: lo sperone roccioso, infatti, ha sempre avuto un importante ruolo strategico a guardia della via che da Loppio conduce alla piana benacense e da lì alle valli Giudicarie, al Lomaso o pià direttamente ai porti sul Garda. In alcuni documenti medioevali viene citato il Castello di Pénede («Castrum Pendarum»), costruito su una piattaforma rocciosa a picco sul Lago di Garda, proprietà dei nobili da Seiano fino al 1175, quando i fratelli Udalrico e Federico d'Arco occuparono con la forza Torbole, il suo porto e lo stesso Castello di Pénede, vantando antichi diritti feudali.rovine Castel Penede (foto: Claudio [GIU 2006]) Lunga e travagliata è stata la storia del Castello: agli inizi del 1200 il paese venne dato alle fiamme, insieme all'abitato di Torbole, per ottenere il controllo sullo strategico punto di passaggio; il Castello fu successivamente occupato dalle truppe di Mainardo e nel 1340, durante l'occupazione di Castelbarco, secondo la tradizione fu visitato da Dante Alighieri che, alla vista del lago, sembra abbia tratto ispirazione per scrivere i seguenti versi della Divina Commedia: «Suso in Italia bella giace un laco / appié dell'Alpe che serra la Magna / sovra Tiralli, c'ha nome Benàco»; nel 1348, dopo aver devastato tutta l'Italia meridionale e centrale, la peste (la morte nera) colpì anche Nago, facendo strage in poche settimane: tutte le famiglie presenti furono colpite dal male (alcune scomparvero completamente) e, nell'anno successivo, l'enorme riduzione della popolazione e quindi l'impossibilità di garantire il lavoro nei campi, portò ad una straordinaria carestia. Nel 1438, ancora una volta per ottenere il controllo della posizione strategica, il Castello di Pénede venne espugnato dalle truppe veneziane condotte dal Gattamelata; dal 1509 il Castello venne riconsegnato ai Conti d'Arco, che ne mantennero il possesso fino alla sua distruzione (31 luglio 1703), avvenuta per mano delle truppe del generale Vendôme, che lo fece saltare; oggi ne restano solo le rovine. Durante la prima guerra mondiale, Nago rappresentava la linea di confine fra l'impero Austro-Ungarico e l'Italia.
In un inventario del 1654 vengono menzionate "la torre della polvere, la cantina, la falegnameria, la fucina"; oggi, attraverso i pochi ruderi, è impossibile rintracciare tanta organizzazione all'interno del castello. Era, comunque, un maniero importante che sorgeva a 180 metri d'altezza in una posizione strategica e con la funzione di osservatorio su uno sterminato orizzonte.
I ruderi possono essere raggiunti con una passeggiata di circa 10 minuti: si parte dall'ex forte di Nago e, attraverso un percorso panoramico nel bosco, è possibile raggiungere le poche rovine. Si tenga presente che in considerazione dell'accidentalità della zona è richiesta molta prudenza. I ruderi del castello sono interessati in questo momento da lavori di ristrutturazione e, quindi, potrebbe non essere possibile accedere agli stessi. La rupe, comunque, offre un suggestivo panorama sul Garda e sui monti circostanti (Alpi di Ledro e Brenta). Imperdibile, poi, la vista dal ciglio meridionale: nella valletta sottostante (S. Lucia), profondamente incisa fra le rocce modellate dal glacialismo, correva l'antica via per Torbole.

BREVE STORIA DEL CORO

Nato nel 1976 a nago grazie all'impegno di un gruppo di elementi che componevano quello parrocchiale, ne ha fatta di strada. Bello il suo nome, preso dal castello che, ad onta delle ingiurie subite ad opera degli uomini e del tempo, domina ancora, con le sue rovine, la piana del Sarca e, come sentinella, veglia alto sul lago.
Testimone della nascita di questo coro -uno dei cinque che oggi vanta il nostro Comprensorio- fu l'allora sindaco Ottorino Rigotti; prima sua sede i locali messi generosamente a disposizione dall'arciprete di allora, don Silvio Lorenzi, sensibile al linguaggio della musica.
Ottenuta l'iscrizione alla "Federazione dei Cori", l'11 febbraio 1977 si diede il proprio statuto ed elesse il primo direttivo nelle persone di Francesco Stefenelli e Bruno Brighenti, rispettivamente Presidente e Vicepresidente, Pierino Giuliani in qualità di cassiere, Vasco Montagni, Giuseppe Girardi e Fabio Mazzoldi.
Dalla prima trasferta a Postumia (23 aprile 1977) molto cammino è stato compiuto, nonostante qualche difficoltà subentrata durante il percorso (nel 1979 si temette addirittura di dover sciogliere il coro per poca partecipazione dei componenti alle prove, ma l'immissione di nuove linfe sanò la situazione).
Innumerevoli sono state le sue esibizioni sia in ambito locale che nazionale, che internazionale.
Le voci dei coristi di Nago, ai quali nel dicembre del 1977 già si erano aggiunte una quarantina di voci femminili che avevano debuttato durante la Messa di Natale interpretando l'impegnativa Missa II Pontificalis di Lorenzo Perosi, hanno accompagnato non solo tutti i momenti significativi della vita della comunità naghese, ma hanno portato il saluto della terra gardesana e trentina in molte città e regioni italiane e in numerosi stati europei. Tra le trasferte più significative della sua attività si ricordano quelle aventi come destinazione l'Olanda, la Germania (in questa terra esso è assai noto), l'Austria, la Repubblica Ceca, la Jugoslavia, l'Ungheria. Nel 1986 gli fu persino dedicato spazio a Radio Mosca.
Tanti i bei ricordi, tante le amicizie e gli scambi culturali, testimoniati da una ricca documentazione fotografica che non vuole essere solo una prova dei successi ottenuti, ma che comunica sentimenti, impressioni, e soprattutto convinzione e orgoglio dei suoi componenti per la scelta compiuta e portata avanti ogni giorno.
Tanti i momenti indimenticabili, ma quello che li supera tutti e detiene il primo posto nella memoria e nel cuore, rimane l'incontro nel 1991 con Giovanni Paolo II quando, in sala Nervi, si innalzò l'Inno al Trentino. Poco prima nella Chiesa di Santa Martina nel Foro romano le voci si erano alzate, accompagnate dall'organo di Giorgio Dal Rì, per intonare la Messa Te Deum di Lorenzo Perosi.
Oggi il coro non è più solo composto da elementi di Nago, bensì ha assunto una fisionomia interregionale. Suo maestro è attualmente Carlo Giuliani, subentrato al primo maestro Roberto Giuliani, entusiasta e sensibile cultore di musica, al quale si deve anche l'armonizzazione di molti brani.
   ...: Maria Luisa Crosina :...   


Alla fine dell'anno 2005 il coro verifica la risposta locale ad un'eventuale apertura di una sezione giovanile e, visto l'interesse dimostrato e la frequenza al primo corso, nei primi mesi dell'anno 2006, anno nel quale verrà festeggiato il 30° anno di attività, modifica lo statuto introducento ufficialmente la "sezione giovanile" che è guidata dal Maestro Claudia Rizzo.
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Ultimo aggiornamento 18/07/2007 21.38.51 - pagina visitata 2045 volte dal 8/7/2004 11.45.39

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